Citazioni famose
La violenza è la legge del bruto,
la nonviolenza è la legge dell'uomo
M. K. Ghandi
La cultura della tolleranza nasce con la fedeltà alla persona. Ogni essere umano, che è chiamato a vivere con il suo simile, è anche chiamato ad essere per l'altro un dono
Bernhard Haring
Il corpo del povero cadrebbe subito in pezzi se non fosse legato dal filo dei sogni
poeta indiano
Scambiare la mancanza di coraggio con il distacco è come scambiare uno sciacallo con un leone
M.K. Gandhi
Si volge ad attendere il futuro solo chi non sa vivere il presente
Anneo Seneca
Non si fa politica con la morale, ma nemmeno senza
Andrè Malraux
L'abitudine trascina le nostre azioni e le nostre parole nel senso delle cose già fatte e dette, e impedisce così l'invenzione, lo spunto, lo scaturire dell'atto libero
Lanza Del Vasto
Prova a seguire tutta la strada percorsa dalla moneta che entra nella tua tasca. Avrai molto da imparare
M. K. Ghandi
Non è vero cieco colui che ha perso la vista, ma colui che nasconde a sé stesso i propri fallimenti
M. K. Ghandi
Amare tutta l'umanità può riuscire più facile del tollerare una sola persona
Alessandro Morandotti
La non violenza può stabilire un luogo d'incontro di tutti oltre la politica come è condotta ora:
essa è veramente la terza via, verso altre forme di vita politica e sociale.
Aldo Capitini
Il nuovo futuro deve poter essere plasmato da ognuno:
occorre imparare a immaginare
e a realizzare nuovi sogni
Danilo Dorici
Anticipare e precedere non è distaccarsi,
ma battere la strada per tutti.
Enrico Peyretti
La violenza è la forza del male in tutte le sue forme:
la brutalità o predominio stupido delle forze inferiori,
l'abuso o violazione del diritto,
la menzogna o violazione della libertà.
Lanza Del Vasto
Il passato ci appartiene, ma noi non apparteniamo al passato: noi siamo nel presente.
Costruiamo il futuro, ma non siamo del futuro.
M. K. Ghandi
La costituzione repubblicana ora, oltre alla schiettezza della sua origine derivantele dall'essere scaturita dalla pura fonte dell'idea del diritto, presenta anche la prospettiva del fine desiderato, ossia della pace perpetua. La ragione ne è la seguente: se (come in questa costituzione non può essere altrimenti) è richiesto l'assenso dei cittadini per decidere se la guerra debba o non debba venir fatta, nulla è più naturale del fatto che dovendo decidere di far ricadere su se stessi tutte le calamità della guerra (cioè combattere personalmente, pagarne del proprio le spese, riparare a forza di stenti le rovine che la guerra lascia dietro di sé e da ultimo, per colmo dei mali, assumersi ancora un carico di debiti che renderà dura la pace stessa e a causa di successive sempre nuove guerre non potrà estinguersi), essi rifletteranno a lungo prima di iniziare un così cattivo gioco: mentre in una costituzione in cui il suddito non è cittadino e che pertanto non è repubblicana, la guerra è la cosa più facile del mondo perché il sovrano non è membro dello Stato, ma ne è il proprietario, nulla ha da rimettere a causa della guerra dei suoi banchetti, delle sue cacce, delle sue case da diporto, delle sue feste di corte ecc., può quindi decidere la guerra alla stregua di una specie di partita di piacere, per cause insignificanti, e per salvare le apparenze tranquillamente lasciare al corpo diplomatico, pronto a ciò in ogni tempo, il compito di giustificarla.
Immanuel Kant, Per la pace perpetua (1796)
La pace è più importante di ogni giustizia; e la pace non fu fatta per amore della giustizia, ma la giustizia per amore della pace
Martin Lutero, Del Matrimonio
Se un giorno, un nemico, diventa morendo una cosa simile, se ci si arresta a si ha paura a scavalcarlo, vuol dire che anche il vinto nemico è qualcuno, che dopo averne sparso il sangue bisogna placarlo, dare una voce a questo sangue, giustificare chi l'ha sparso. Guardare certi morti è umiliante. Non sono più faccenda altrui, non ci si sente capitati per caso sul posto. Si ha l'impressione che lo stesso destino che ha messo a terra quei corpi, tenga noialtri inchiodati a vederli, a riempircene gli occhi. Non è paura, non è la solita viltà. Ci si sente umiliati perché si capisce - si tocca con gli occhi - che al posto del morto potremmo essere noi: non ci sarebbe differenza, e se viviamo lo dobbiamo al cadavere imbrattato. Per questo ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione.
Cesare Pavese, La casa in collina
Io ho un sogno. Sogno che un giorno gli uomini si alzeranno in piedi e capiranno che sono stati creati per vivere insieme come fratelli. Questa mattina ho ancora il sogno che un giorno ogni nero della nostra patria, ogni nero del mondo sarà valutato per il suo carattere anzichè il colore della pelle, e ogni uomo rispetterà la dignità e il valore della personalità umana. Ho ancora il sogno che un giorno la giustizia scorrerà come acqua e l'onestà come un torrente impetuoso. Ho ancora il sogno che un giorno la guerra cesserà, gli uomini muteranno le spade in aratri e le nazioni non combatteranno: nessuno più parlerà di guerra. Ho ancora il sogno che ogni valle sarà innalzata, ogni montagna spianata: solo così un giorno vi sarà pace sulla terra.
Martin Luther King, I have a dream...
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