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Vision
Realizzare "Patti Territoriali" per il successo formativo di tutti e di ciascuno.
Le scuole come centri di formazione, di ricerca e di cultura permanenti: "Open School".
Costituire una rete internazionale di operatori di pace e di cambiamento: studenti, insegnanti, operatori sociali, amministratori pubblici, sostenuti da: scuole, università ed enti locali, per realizzare concreti laboratori permanenti di esperienze formative di pace, sviluppo sostenibile, cooperazione internazionale.

Mission
LAVORARE PER LA PACE: come trasformazione non violenta e creativa dei conflitti.

Metodo di lavoro
L'utilizzo di metodologie attive quali la ricerca-azione, la progettazione partecipata, lo sviluppo dell'educazione continua fra pari, il tutoring, il mentoring, il coaching, il cooperative learning...

 

La sfida dell'educare oggi
Le scuole diventino luoghi privilegiati di esercizio della tolleranza, del rispetto dei diritti umani, di pratica della democrazia e di apprendimento della diversità e della ricchezza delle identità culturali, dell'alterità.
(UNESCO, 1994)

L'Istruzione e la formazione e la formazione diventeranno sempre più i princilapli vettori di identificazione sociale e di sviluppo personale.
(E. Cresson C.E. - Libro Bianco, 1995)

Lo sviluppo dell'istruzione e della formazione modello di crescita foriero di occupazione.
(J. Delors C.E. - Libro Bianco, 1994)

La prosperità delle nazioni, delle regioni, delle imprese e degli individui dipende dalle loro capacità di navigare nello spazio del sapere. La potenza ormai deriva dalla gestione ottimale delle conoscenze, siano esse tecniche, scientifiche o appartengano all'ambito della comunicazione o ancora abbiano a che fare con la relazione "etica" con l'altro. Più i gruppi umani riescono a costituirsi in "collettivi intelligenti", in soggetti cognitivi aperti, capaci di iniziativa, d'immaginazione e di reazione rapida e meglio si garantiscono il successo in un ambiente circostante altamente competitivo qual è il nostro.
(P. Levy - L'intelligenza collettiva per un'antropologia del cyberspazio, 1986)

L'educare si impone con una urgenza, anzi con una perentorietà forse mai prima avvertita. In questo momento gli educatori e le agenzie educative non possono non avvertire la tensione all'essere educatori, hanno bisogno soprattutto di contenuti, di appropriate categorie concettuali, di paradigmi che facilitino la comprensione del complesso e l'interiorizzazione di valori e metodi necessari per orientarsi e scegliere.
(Ernesto Balducci)

Un educare all'essere persona nella dimensione del reale, non più soltanto ideale, dell'universale, consapevole del suo dover stare in modo non subalterno nella realtà dei processi di globalizzazione, interiormente disposta e culturalmente attrezzata a passare dalla fase conflittuale della multiculturalità a quella dialogica e cooperativa dell'interculturalità, profondamente motivata a impegnarsi lungo il cammino dello sviluppo umano solidale in casa propria e in casa altrui, dal quartiere all'ONU. Di fronte all'educatore sta oggi la sfida "dell'uomo planetraio", così come lo definiva.
(Ernesto Balducci)

 

 

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